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Analisi dell'attività sismogenetica dal 01/01/2012 al 06/08/2012: ANALISI INCENTRATA SULL'ATTIVITA' SISMOGENETICA NEL CENTRO ITALIA.

Con più di 8000 scosse in meno di 8 mesi, il 2012 non può certo definirsi un anno tranquillo per l'attività sismica italiana. Buona parte delle scosse sono incentrate nel settore emiliano (ferrara – modena) e nella regione calabria (stretto di messina- parco del pollino). In questo quadro movimentato la catena appenninica che va da Sulmona/Avezzano fino a San Marino non è di certo da meno. Nonostante ciò, la regione abruzzo, che negli scorsi mesi/anni ha avuto un'attività fuori da ogni norma dopo la scossa del 6 aprile 2009, quest'anno ha avuto una forte riduzione del numero delle scosse e della rispettiva magnitudo. In questa prima parte dell'anno (ca.8 mesi) per la prima volta dal 2009 non si è avuto nemmeno una scossa da ml 3. Una situazione quasi dimenticata dalla popolazione abituata ad avere nel 2011 una media di almeno 1 scossa di ml 3 al mese. Nel 2012 come già detto in precedenza l'attività sismogenetica è stata più violenta, in particolare in Emila Romagna, mentre meno violenta ma con un numero di scosse molto alto in Calabria. Negli ultimi mesi abbiamo avuto un leggero incremento di scosse nel settore di Gubbio e nella zona di Urbino(Umbria) a confine con la regione Marche. Questo incremento del numero di scosse serve semplicemente a ricordarci che gli appennini sono una zona fortemente sismica e che di certo nei prossimi mesi possibili scosse di ml 3/3.5 potranno avvenire anche nel settore abruzzese in particolare nella provincia aquilana. L'ultima scossa in abruzzo curiosamente è avvenuta nel settore teramano( a 10km da teramo) di ml 3.4, a dimostrazione come anche in settori mediamente più tranquilli possano avvenire scosse avvertibili dalla popolazione. Questa situazione di apparente calma sismica in abruzzo non deve farci dimenticare che il terremoto in territori come il nostro possono avvenire in qualunque momento, bisogna (ahimè ci tocca) abituarcisi.
Negli ultimi 3/6 mesi un incremento dell'attività sismica nel centro italia si è verificata nel settore di Gubbio/Spoleto e nel settore di Urbino , queste zone hanno un attività media sismica molto elevata e questo leggero aumento di eventi negli ultimi mesi non deve di certo gettare nel panico la popolazione, ma è sufficiente solo mantenere un certo livello di attenzione che comunque va osservato da tutte le regioni italiana, visto il territorio in cui viviamo “è quello che è”(bellissimo ma anche molto ballerino).
Concludo salutando tutti i lettori del nostro sito e ricordandovi di prestare le solite attenzioni durante un evento sismico anche se abbiamo i nostri angeli custodi( cacciatori di terremoti) come Giampaolo Giuliani, Leonardo Nicoli e Marx Dix( Giuseppe  *******).

A presto!                                                          Di Marco Vincenzo

25/01/2012 C'è correlazione fra la scossa di Ml 4.2 nel Veronese e quella da 4.9 nel Parmense? L'INGV dice di no.

"non c'è nessun collegamento tra la scossa di questa notte nel veronese di magnitudo 4.2 e quella di stamattina registrata in provincia di Reggio Emilia di magnitudo 4.9" afferma Antonio Piersanti dell'INGV.

So bene che è migliaia di volte più qualificato di me,anche perchè,io non ho nessuna qualifica in quest'ambito... Ma la sua affermazione non mi convince affatto e vi spiego anche il perchè :

Com'è possibile che negli ultimi 400 giorni (oggi escluso) ci siano state solo 4 scosse maggiori a 4.2 in Italia,su terraferma, e in solo 8 ore ne ha fatte 2 (una 4.9 ed una 4.2) ?  se queste 2 scosse non sono correlate significa che questa è stata solo una semplice casualità... Ma facendo una piccola statistica si può vedere che le probabilità erano bassissime,inferiori all' 1 % ... Personalmente non credo possa essere una casualità,anche perchè alla fine le nostre faglie sono tutte collegate...  

Ma gli esperti,sono loro...                                                                                               Marcelli Daniele

Analisi dello sciame sismico del pollino.